Cos'è il CPI (Costo Per Installazione)?
Il CPI (costo per installazione) è il prezzo che un inserzionista paga ogni volta che un annuncio porta all'installazione di un'app mobile, calcolato come spesa totale divisa per il numero di installazioni.

Il CPI (costo per installazione) è il prezzo che un inserzionista paga ogni volta che la propria app mobile viene installata come risultato di un annuncio, calcolato come spesa totale divisa per il numero totale di installazioni. È il modello di prezzo e misurazione dominante per l'acquisizione di utenti di app mobili, l'equivalente nel marketing delle app del CPA nell'ecommerce o nella lead generation.
Come viene tracciato il CPI#
Un'installazione avviene all'interno di un app store piuttosto che sul dominio dell'inserzionista, quindi il CPI si basa su partner di misurazione mobile che utilizzano identificatori di dispositivo, click ID o corrispondenza probabilistica per collegare un clic o un'impressione dell'annuncio a un evento di installazione giorni dopo. Funziona in modo molto simile a come un tracker collega un clic web a una conversione tramite un postback URL, solo adattato per gli app store invece che per i browser.
CPI vs CPA vs CPI-to-purchase#
Il CPI misura solo l'installazione stessa, spesso solo la parte alta del funnel. Un'installazione che non apre mai più l'app è quasi senza valore. Molti marketer di app ora tracciano "CPI-to-first-purchase" o "CPI-to-Day-7-retention" come il numero che conta davvero, trattando l'installazione grezza più come un conversion pixel che si attiva a metà del funnel piuttosto che come il traguardo.
| Modello | Cosa addebita | Rischio per l'inserzionista |
|---|---|---|
| CPI | Installazione grezza | Alto, l'installazione non equivale a un utente coinvolto |
| CPA (post-install event) | Un'azione specifica in-app | Più basso, lega la spesa al comportamento reale |
| CPI plus retention gate | Installazione, pagata in base a una curva di retention | Il più basso, più difficile da negoziare |
CPI nelle campagne di native advertising#
Le campagne di installazione di app vengono eseguite anche attraverso reti native, non solo nei grandi walled garden. Un posizionamento su native ad network che invia traffico a una scheda dell'app store richiede un proprio approccio creativo, poiché il ad creative deve vendere il risultato dell'utilizzo dell'app quando la destinazione del clic è una scheda dello store, non una landing page che controlli tu. I media buyer riportano comunemente cifre CPI su inventario native che sono molto inferiori a quanto costa la stessa installazione sui social a pagamento, anche se questo varia enormemente per categoria di app, paese e piattaforma: le installazioni su iOS sono tipicamente più costose di quelle su Android.
Il rischio di frode è più elevato rispetto alla maggior parte dei formati#
Le campagne CPI attirano un tipo specifico di traffico invalido: click flooding e click injection, dove un attore fraudolento genera un alto volume di clic falsi subito prima di un'installazione reale e organica, in modo che la sua rete venga accreditata. Questo differisce dalla frode display-ad a cui la maggior parte dei media buyer è abituata, ed è un motivo importante per cui i marketer di app si affidano così pesantemente all'attribuzione verificata in modo indipendente piuttosto che fidarsi direttamente dei numeri di installazione riportati dalla rete.
Come OpenAdLibrary può aiutare#
Se stai valutando se aggiungere campagne di installazione di app a un mix native, è utile vedere quali inserzionisti stanno già eseguendo creative focalizzati sulle app su larga scala e per quanto tempo. Il native ad spy tool di OpenAdLibrary mostra creative live per verticale, incluse offerte di app e software, così puoi valutare quali reti una categoria utilizza effettivamente prima di impegnare il budget.





